Ti voglio tanto bere 2

  • Luogo: ASMARA, ERITREA
  • Cosa facciamo: Migliorare l’accesso all’acqua e alle condizioni igienico-sanitarie
  • A chi è rivolto: 30.000 BAMBINI ERITREI

Titolo del progetto

Ti voglio tanto bere 2.0: progetto idrico per l’Ospedale Orotta

Luogo di Intervento

Asmara, Eritrea

Descrizione dello Scenario

Sebbene l’Eritrea stia assistendo a miglioramenti nell’acqua poiché il governo, le organizzazioni non governative e le società private uniscono i loro sforzi con le comunità, nel 2020, secondo uno studio di World Vision , l’80,7% degli eritrei non disponeva di servizi idrici di base. Questo problema porta a conseguenze drammatiche quali:

·         Igiene e contaminazione delle fonti d’acqua pubbliche: senza l’accesso di base all’acqua pulita, i cittadini eritrei sono spesso costretti a utilizzare fonti d’acqua pubbliche come fiumi e torrenti, per svolgere le loro attività quotidiane poiché non hanno acqua sicura e accessibile nelle loro case. Le persone cucinano e fanno la doccia con la stessa acqua. Pertanto, le sorgenti vengono contaminate nel tempo. La contaminazione dell’acqua può quindi portare a malattie mortali.

·         Malattie: la malattia diarroica è un tipo di infezione intestinale che di solito si diffonde attraverso l’acqua contaminata. I batteri e i virus dell’acqua hanno bisogno di un ospite per sopravvivere. È raro che la malattia diarroica sia mortale, ma la morte può verificarsi se una persona perde oltre il 10% dell’acqua del proprio corpo. Secondo l’UNICEF, la malattia diarroica è la principale causa di morte per i bambini sotto i 5 anni in Eritrea. Il colera è una malattia infettiva causata anche da fonti d’acqua contaminate. I sintomi sono diarrea acquosa e dolore addominale. Questa malattia può essere fatale se una persona non riceve il trattamento in tempo perché il corpo alla fine si disidrata.

·         Povertà: La mancanza di acqua pulita e la povertà in Eritrea sono legate l’una all’altra. Accedere all’acqua pulita significa poter cucinare, fare il bagno e bere. Oltre a coprire i bisogni di base, aiuta anche le aziende a funzionare in sicurezza, a mantenere i bambini in buona salute e riduce la vulnerabilità durante un disastro naturale.

Al momento, il paese ha un solo Ospedale Pediatrico di Riferimento, l’Ospedale Pediatrico Orotta, fondato dai coloni italiani nel 1930, con circa 130 accessi giornalieri di pazienti pediatrici.  L’alimentazione idrica del complesso ospedaliero Orotta è in questo momento demandata al pubblico acquedotto e dal sistema di potabilizzazione completo della rete di raccolta dell’acqua di pozzo e distribuzione dell’acqua potabile e non potabile realizzate nella prima fase del progetto “Ti voglio tanto bere” in corso di esecuzione in grado di alimentare l’ospedale pediatrico e dei fabbricati adiacenti, con predisposizione per il collegamento all’ospedale nazionale. Considerato che le prestazioni assicurate dall’acquedotto non soddisfano le esigenze del rimanente complesso ospedaliero in termini quantitativi sia per ridotta disponibilità da parte dello stesso, sia per un’abituale prassi di gestione che è  poco  efficace.

In particolare per la ridotta disponibilità è  stata  più  volte  riscontrata  una  erogazione dall’acquedotto  limitata  ad  alcune  ore  giornaliere  incostanti  e  non  programmabili;  riguardo  le  modalità gestionali  è  prassi  abituale  limitare  l’erogazione dell’acqua per qualche ora la sera provvedendo a sezionare l’impianto presente in ogni edificio, ciò a prescindere dalla disponibilità di erogazione da parte dell’acquedotto.  Questa situazione, nel suo complesso, determina inevitabilmente problematiche di natura igienico-sanitaria nell’intera struttura che si riflette anche sul funzionamento delle fognature all’interno delle quali i fluidi di scarico tendono, a causa dell’utilizzo saltuario ed irregolare, a generare sedimentazioni tali da impedirne il funzionamento.

Il progetto

L’obiettivo prioritario che si prefigge questa seconda fase del progetto “Ti voglio tanto bere” è quello di estendere la rete di distribuzione dell’acqua potabile e non potabile dal pozzo alla quasi totalità dei fabbricati dell’Ospedale Orotta in cui vengono svolte le funzioni sanitarie, affinché sia garantita la disponibilità di questi fluidi con adeguata costanza e affidabilità. Contestualmente alla realizzazione degli scavi saranno posati due cavidotti come predisposizione per il passaggio dei cavi per il trasporto dell’energia elettrica e per la posa dell’infrastruttura funzionale all’informatizzazione degli stessi edifici.

Il progetto è finanziato interamente dall’ Agenzia Italiana per lo Sviluppo – sede di Khartoum.

Risultati raggiunti

In questa sezione, saranno riportati i risultati raggiunti del progetto.