Abbasso la paura! L’aiuto della clownterapia per i bimbi eritrei

Abbasso la paura! L’aiuto della clownterapia per i bimbi eritrei

È un risultato importante e, in questa misura inaspettato, quello raggiunto nell’ultima missione ad Asmara, in Eritrea, nell’ambito del progetto di ortopedia pediatrica Camminiamo Insieme 2.0 dai cinque medici ortopedici e un infermiere, affiancati da due esperti clownterapisti dell’associazione Soccorso Clown di Firenze.
Sono stati eseguiti 21 interventi su 16 bambini e oltre 100 visite in cinque giorni di lavoro intensi e carichi di soddisfazione.

La presenza dei clown ha calmato i bambini, rendendoli meno spaventati e quindi più collaborativi. In Italia non avevo mai lavorato a stretto contatto con queste figure professionali e devo dire che questa esperienza è stata proficua per tutti.
Dott. Simone Lazzeri, responsabile dell’ Ortopedia pediatrica, Ospedale Santa Chiara di Trento

Abbasso la paura!

Se la missione medica di Annulliamo la Distanza nell’ospedale Halibet di Asmara, in Eritrea, per la prevenzione e la cura delle patologie ortopediche avviene periodicamente ormai da diversi anni, la presenza di due clown è un fattore di assoluta novità, resa possibile grazie al finanziamento della Delegazione dell’Unione Europea in Eritrea.
Superato lo stupore iniziale da parte del personale locale, in poco tempo il ruolo chiave dei clown è stato sotto gli occhi di tutti.
Di più: proprio ad Asmara, per la prima volta, chirurghi italiani e clownterapisti hanno potuto collaborare in modo stretto e proficuo, cosa che negli ospedali italiani, per ragioni organizzative, normalmente non avviene.


“In 18 anni di lavoro come clown ospedaliero, per la prima volta ho lavorato a contatto diretto con dei chirurghi, come se fossimo parte di uno stesso gruppo, affiatato ed efficace.
Per Daniele Guaragna, attore e clown con un grande bagaglio di esperienza maturato in diverse strutture, dal Bambin Gesù a Roma al Meyer di Firenze, la missione ad Asmara con il team di chirurghi di Annulliamo la Distanza ha rappresentato un’evoluzione.
“Normalmente, negli ospedali italiani, noi clownterapisti non abbiamo contatti con i chirurghi, perché al massimo arriviamo ad accompagnare i bambini fino all’ingresso della sala operatoria.
In una situazione più destrutturata e per molti versi complessa, come quella dell’ospedale Halibet di Asmara, si è potuta creare una sorta di ‘terra di mezzo’ nella quale abbiamo lavorato fianco a fianco. Erano gli stessi chirurghi a chiedere il nostro intervento in caso di necessità e in alcuni casi, il beneficio sui bambini è stato tale da riuscire ad evitare alcune dosi di anestesia locale durante le medicazioni, quelle più semplici”.


Anche il dottor Simone Lazzeri, responsabile dell’ortopedia pediatrica dell’ospedale Santa Chiara di Trento che per la terza volta ha partecipato alla missione per il progetto Camminiamo Insieme, definisce l’esperienza con i clown un “connubio molto favorevole”.
“Ovviamente in ospedale i bambini eritrei erano spaventati, come lo sono tutti i bambini” Aggiunge Lazzeri “In più, però, loro dovevano avere a che fare con persone diverse, di un’altra cultura, con i quali non potevano avere un contatto verbale diretto a causa del gap linguistico. Una volta abituati alla figura del clown hanno affrontato sia le visite che gli interventi in maniera più tranquilla.
I clown hanno svolto un’importante mediazione emotiva. La strategia della distrazione dalla fonte di stress per abbassare il livello di ansia è risaputa e per certi versi ha anche un effetto analgesico.
Questo vuol dire che nelle medicazioni con un tasso di dolore minimo, ma con una forte componente ansiogena, la presenza del clown ci ha permesso di agire sui bambini senza particolare difficoltà”.

Il progetto Camminiamo Insieme 2.0

Sul piano più strettamente sanitario, il progetto Camminiamo insieme 2.0 co-finanziato dall’agenzia Italiana di cooperazione allo Sviluppo (AICS) di Khartoum e dalla Regione Toscana, continua ad essere estremamente fondamentale data l’estrema carenza di strutture specializzate e di specialisti locali.
In tutta l’Eritrea esiste un solo reparto di ortopedia con 34 posti letto, due sale operatorie e cinque medici specialisti, vale a dire un ortopedico ogni 1.200.000 abitanti.
L’impegno di Annulliamo la Distanza è anche sulla formazione del personale sanitario eritreo in merito alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento precoce di patologie quali il piede torto, congenito la displasia evolutiva dell’anca, la scoliosi e altri.
Sul fronte operativo, negli ultimi anni, l’associazione è impegnata nel garantire il mantenimento e l’efficienza delle sale operatorie dell’ospedale Halibet.
Uno degli obiettivi è anche quello di estendere la rete di distribuzione dell’ossigeno dalla sala operatorio a tutto il reparto di degenza.
Il lavoro da fare è immenso, ma sappiamo che ogni passo compiuto, anche il più piccolo, ha una portata enorme sulla salute e il benessere dei bambini.
Come l’effetto terapeutico di un sorriso, regalato a una strana persona con il naso rosso, prima di affrontare un intervento chirurgico.

Un ringraziamento sincero e tutta la nostra stima va al team della missione Camminiamo Insieme 2.0 di febbraio 2024:

  • Prof. Luigi Prosperi
  • Dott. Simone Lazzeri
  • Dott.ssa Serena Catarzi
  • Dott.ssa Valentina Montemaggiori
  • Dott.ssa Caterina Novella Abati
  • Piero Bacchin, infermiere professionale
  • Daniele Guaragna, clown
  • Lapo Botteri, clown
  • Donella Fossati, referente di Annulliamo la Distanza
  • Le foto sono di LUCA VITALI

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