Adotta il nastrino rosso

  • Luogo: ASMARA, ERITREA
  • Cosa facciamo: SOSTEGNO ECONOMICO, PSICOLOGICO
  • A chi è rivolto: 96 PERSONE CON HIV
  • Cosa puoi fare: DONA 10€ AL MESE

Titolo del progetto

Adotta il nastrino rosso

Luogo di Intervento

Asmara, Eritrea

Descrizione dello Scenario

L’Eritrea è uno dei paesi più poveri al mondo ancora oggi. Sebbene il paese abbia fatto progressi significativi nella lotta contro l’HIV/AIDS con il 59% degli adulti sieropositivi che hanno accesso alla terapia antiretrovirale, la prevenzione della trasmissione Mamma-Bambino dell’HIV rimane inadeguata: meno della metà (38%) delle donne in gravidanza sieropositive ha accesso al trattamento antiretrovirale. Inoltre, solo il 21% dei bambini riceve un trattamento (UNAIDS Gap Report 2014 – The Fourth Eritrea National Strategic Plan on HIV and AIDS/STI, 2012-2016).
Le strutture sanitarie sono insufficienti, fame, debilitazione ed esclusione sociale fanno il resto. La maggior parte delle persone affette dalla malattia vive in condizioni di estrema povertà e solitudine. I bambini e i ragazzi che vivono in contesti familiari toccati dal problema esprimono forti segnali di disagio e sofferenza.
L’associazione BDHO (Association of People Living with HIV/AIDS) è nata per dare una risposta concreta ai bisogni delle persone sieropositive (o affette da AIDS) e delle loro famiglie, in assenza di adeguati servizi sociosanitari pubblici.
Dal 2016 Annulliamo la Distanza collabora con questa associazione e la comunità di Ghezzabanda (quartiere di Asmara) sostenendo 51 nuclei familiari con persone affette da HIV/AIDS, tra cui anche minori sieropositivi.
Le famiglie sostenute da AnlaDi hanno in media 4/5 bambini ciascuna e provengono da villaggi molto poveri. Attualmente vivono in condizioni di estrema povertà ed abitano in contesti malsani, in una piccola stanza/abitazione nel centro della città, in periferia o nei villaggi limitrofi. Nella maggior parte dei casi il capofamiglia è una donna in quanto i mariti sono deceduti a causa del virus.

Il progetto

Il progetto intende rispondere ai bisogni di 51 famiglie di Asmara che vivono in una situazione di estrema povertà e disagio sociale, famiglie con persone affette da HIV/AIDS, inclusi bambini sieropositivi, attraverso la fornitura di un sostegno economico per l’acquisto beni di prima necessità e farmaci. Il progetto intende anche rispondere ad eventuali situazioni di emergenza in cui le famiglie potrebbero trovarsi nel corso del progetto (emergenza abitativa e sociosanitaria). I percorsi formativi-informativi previsti, specifici su HIV e AIDS, e di sostegno psicologico, che verranno portati avanti da psicologi, medici e pediatri (volontari di AnlaDi), sosterranno le famiglie e i pazienti, in particolare i bambini sieropositivi e le mamme stesse, nella piena consapevolezza della malattia e nella comprensione della stessa, facendo emergere e potenziare le capacità adattive e le risorse individuali della persona malata e dei familiari. Inoltre, il progetto intende rafforzare l’autostima e ridare dignità alle persone affette da HIV-AIDS, fornendo loro sostegno economico per la creazione di una start up che ha sia l’obbiettivo di acquisire un’entrata economica sia di dare un futuro a persone che non hanno nessuna speranza di averne uno. AnlaDi dunque sosterrà la costruzione di un pollaio per la vendita di uova e polli e che potrà diventare concreto elemento di aiuto e preziosa esperienza di gestione comune e condivisa, e la ristrutturazione due abitazioni fatiscenti di membri di BIDHO, senza porta e con il tetto in lamiera ammalorato.

L’idea di fondo che ci spinge a promuovere il Progetto IL NASTRINO ROSSO nasce dalla convinzione che migliorando le condizioni di queste famiglie, che hanno una vita estremamente faticosa, le ripercussioni positive renderanno un pochino più leggera la vita di questi bambini e ragazzini e delle loro famiglie.

Risultati raggiunti

Le famiglie incontrate ad Asmara esprimono molta gratitudine nei confronti di AnlaDI per il sostegno dato loro, alcune raccontano che esso è servito per rimanere nella propria ’casa’, altre per dare cibo ai bimbi e sottolineano che la disperazione è una cosa orrenda ma pensare che qualcuno c’è è veramente consolante.

Riteniamo che offrire sollievo e speranza sia uno dei compiti principali del Volontariato.