Formazione pionieristica in Eritrea per salvare la vita alle vittime di incidenti stradali.
In Eritrea, fino a qualche settimana fa non esistevano medici in grado di gestire i pazienti con traumi gravi in modo rapido e sicuro.
Questo accade in uno dei paesi con un tasso di mortalità per incidente stradale tra i più alti al mondo, dove le vittime sono soprattutto minori e bambini.
A metà ottobre, un team di nostri volontari professionisti ha portato avanti e concluso la prima fase di formazione sull’Advanced trauma life support (ATLS) nell’Ospedale Halibet di Asmara, l’unico ospedale di riferimento per patologie ortopediche del paese.
L’ATLS è un programma di preparazione dei medici per il trattamento dei pazienti traumatizzati nella prima fase del ricovero. Una metodologia che ha dimostrato di poter ottenere il massimo impatto sul risultato finale, per ridurre sia la mortalità che le conseguenze legate al trauma.
“Il personale sanitario locale si è dimostrato molto interessato a ricevere la formazione in questo ambito, per loro totalmente sconosciuto”. Spiega il dr. Lazzeri. “Possiamo dire che è stato un successo, reso possibile anche grazie al fatto che la nostra collaborazione dura ormai da qualche anno. Condividiamo fiducia e stima reciproca, che sono le basi fondamentali per arrivare ad un buon risultato”.
La formazione ATLS è una delle attività previste dal progetto “ROAD. On the road to health” , finanziato dalla Cooperazione Italiana (MAECI attraverso AICS) e da Annulliamo la Distanza.
Le sale operatorie sono state ristrutturate
In una settimana, la missione guidata dal dr. Simone Lazzeri, responsabile del reparto di traumatologia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, ha segnato-ancora una volta- numeri importanti: 127 visite e 25 interventi chirurgici eseguiti su bambini arrivati da ogni parte del paese, solo grazie al passaparola.
Le operazioni sono state eseguite nelle sale operatorie costruite e recentemente ristrutturate da Annulliamo la Distanza, nell’ospedale Halibet. “Tutti gli interventi hanno avuto esito positivo – aggiunge Lazzeri- le condizioni del post-operatorio sono state monitorate quotidianamente e non ci sono state complicazioni, ma si è resa evidente la necessità di impostare un migliore trattamento per la gestione del dolore. Tema di cui ci occuperemo prossimamente.
E’ stato anche importante rivedere alcuni dei bambini che avevamo operato durante la missione precedente. I risultati ottenuti hanno davvero cambiato la loro vita e quella delle loro famiglie. Ne siamo felicissimi”.
Togliere ai bambini il dolore post-operatorio
Un altro obiettivo fondamentale riguarda la gestione del dolore. Per Fabio Panetta, anestesista e rianimatore dell’Ospedale Meyer di Firenze “Nel reparto di degenza non esiste ancora un protocollo clinico per gestire in modo efficace il dolore dei bambini dopo l’intervento. E anche questa mancanza deve essere colmata”.
Mentre già si sta lavorando alla prossima missione, anche a distanza, il team del dr. Lazzeri è costantemente in contatto con i colleghi eritrei, per consulenze e chiarimenti.
Un grazie immenso va a tutta la squadra:
Dr Simone Lazzeri (Responsabile del reparto di ortopedia e traumatologia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento)
Prof. Luigi Prosperi (già direttore Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia USL di Bologna)
Dr Massimo Rigoni (Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento)
Dr. Fabio Panetta (Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer di Firenze)
Piero Bacchin (infermiere specializzato Ospedale Rizzoli di Bologna)
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