Vite dal carcere e lezioni di “pubblica felicità”
Il 10 ottobre scorso, nella nostra sede di Firenze, abbiamo acceso una luce su un tema per noi nuovo, quello del carcere e della pena capitale.
L’abbiamo fatto seguendo una prospettiva storica, che ha messo al centro la figura illuminata di Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, Granduca di Toscana, fino ad arrivare i giorni nostri.
Perché l’abbiamo fatto?
Prima di tutto perché imparare da figure illuminate del passato può orientarci nelle scelte e nelle posizioni future.
Ma anche perché, se pensiamo alle carceri oggi, non possiamo dimenticare che dietro ai detenuti e alle detenute ci sono i loro figli, bambini che vivono uno stigma pesantissimo.
Il Granduca e il benessere della collettività
Nel 1786 Il Granduca ha reso la Toscana il primo stato al mondo ad abolire la pena di morte e la tortura.
“Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena ha portato nella società il concetto di pubblica felicità , mettendo in primo piano il benessere della collettività rispetto a quello individuale”. Ha spiegato Cristiano Pistoresi, consigliere di Annulliamo la Distanza e appassionato di storia.
“E’ stato senza dubbio un moderno innovatore, che ha saputo mettere insieme il pensiero più alto del suo tempo”- ha aggiunto Simone De Santi, attivista per i diritti civili con Nessuno Tocchi Caino. – ” ma in una società che conservava comunque delle ombre, legate al concetto di marginalità, il cui metro era legato al lavoro, alla capacità produttiva delle persone”.
E proprio l’emarginazione, l’esclusione sociale, il legame tra giustizia e vendetta, sono state le questioni messe sul tavolo nella seconda parte dell’incontro, quello che ci ha portato ai giorni nostri.
Dalla pena di morte nel mondo alle condizioni carcerarie in Italia
Nel 2024 sono state eseguite nel mondo 1518 esecuzioni capitali in 15 paesi. Di queste, oltre il 40% sono state effettuate per reati connessi all’uso di sostanze stupefacenti, violando gli standard internazionali dei diritti umani, secondo i quali la pena capitale deve essere limitata ai crimini più gravi.
In Italia, a popolare le carceri sono proprio le persone tossicodipendenti, che a fine 2024 erano 19.975.
La domanda è se possa essere garantita la funzione rieducativa della pena, quando è lo stesso segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo a denunciare sui giornali, un evoluzione del mercato della droga, per spaccio e per consumo, proprio all’interno del carcere.
A questo si aggiunge il sovraffollamento, le pessime condizioni igienico-sanitarie e anche quelle strutturali.
La testimonianza forte ma necessaria
Ascoltare la testimonianza di Simone De Santi, che ha visitato diverse carceri italiane è stata un’ esperienza forte ma necessaria.
Sovraffollamento, violenza e condizioni igienico-sanitarie quasi indescrivibili sono la norma.
Voler entrare in quei luoghi per capire chi ci vive davvero e come, è una scelta di pochi.
Ma la realtà può essere conosciuta solo se abbiamo il coraggio di guardarla.
Essere un'associazione significa crescere insieme
Con questo incontro abbiamo anche festeggiato i 28 anni di impegno a favore dei bambini di Annulliamo la Distanza. Siamo convinti che lotta per i diritti dei bambini passi anche attraverso la consapevolezza e la crescita, sia personale che collettiva.
Offrire la cena è stata una gioia, così come sederci intorno ad un tavolo per scambiarci opinioni, idee e nuovi progetti per il futuro.
Grazie alle tante persone che hanno voluto esserci e a quelle che ci hanno aiutato a rendere questa serata, un’altra occasione da ricordare.
E in 28 anni ne abbiamo collezionate tante.
Una menzione speciale va a Mulugeta per la cena strepitosa che ha preparato per tutti.
Nessuno come lui sa trasformare ingredienti semplici in piatti deliziosi. Con una calma invidiabile e il sorriso sulle labbra.
L’incontro ” Dal Codice Leopoldino ad oggi: la pena di morte nel mondo” è stato realizzato con il contributo della Regione Toscana
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